clicca e compara header
Avatar

Personaggio

Ruolo
Chat generata da IA • Guida e Sicurezza
× 👋 Ciao! Posso aiutarti a confrontare le tariffe?
Chatta con Suria Chatta con noi!
Clicca e Compara - Menu
Approfondimento

Energia, rischio austerity: i possibili effetti su famiglie e imprese

03 April 2026 Scritto da Cliccaecomparanews Lettura: ~3 min
In 30 secondi (Riassunto intelligente)

Le bollette stanno tornando a salire. E questa volta il rischio è che non sia un picco temporaneo.

Nel giro di poche settimane, il prezzo del gas è aumentato f...

Le bollette stanno tornando a salire. E questa volta il rischio è che non sia un picco temporaneo.

Nel giro di poche settimane, il prezzo del gas è aumentato fino al 70% e quello del petrolio del 60%, mentre la guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran riaccende le tensioni su una delle rotte energetiche più importanti del mondo: lo stretto di Hormuz, da cui passa circa un quinto del petrolio globale.

Per le famiglie e le imprese europee, gli effetti iniziano già a farsi sentire: costi più alti, maggiore incertezza e il ritorno di una parola che sembrava archiviata dagli anni Settanta — austerity energetica.

Non siamo ancora allo scenario del 1973, quando lo scoppio della guerra tra Israele, Siria ed Egitto interruppe le esportazioni di petrolio e in tutto il mondo il prezzo del combustibile schizzò alle stelle. Eppure, lo storico dell’economia Niall Ferguson, che «non appartiene alla schiera dei pessimisti cronici – ha scritto Federico Rampini sul Corriere della Sera – oggi evoca lo shock petrolifero di quell’autunno di 53 anni fa, quello che trasformò una crisi regionale in una recessione globale. La sua tesi è semplice e inquietante – scrive ancora Rampini –: stiamo già percorrendo lo stesso sentiero».

Gli effetti dell’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran, con la crisi che coinvolge sul campo tutto il Medio Oriente ma di sponda il mondo intero, iniziano già a farsi sentire nelle case e nelle imprese.

Le immagini che arrivano dall’Asia meridionale – file chilometriche per una bombola di gas in Nepal, voli sospesi in Vietnam, scuole chiuse in Pakistan per risparmiare elettricità – non sono cartoline di un mondo lontano, ma diapositive di un presente che bussa alle porte dell'Europa. La guerra in Iran ha riaperto bruscamente il dossier sull’austerity energetica, trasformando la transizione ecologica in una corsa alla sopravvivenza.

«Interruzione prolungata»

La diagnosi del Commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, lascia poco spazio all’ottimismo: «La crisi sarà lunga e andrà oltre la fine della guerra, perché le infrastrutture energetiche sono distrutte». Per dire: QatarEnergy stima che ci vorranno cinque anni per riparare gli impinati di lavorazione del gas liquefatto a Doha.

Il conto per l’Europa è salato. I numeri, del resto, parlano da soli: trenta giorni di conflitto hanno già aggiunto 14 miliardi di euro alla fattura energetica dell'Unione, con il prezzo del gas schizzato del 70% e quello del petrolio del 60%.

In una lettera inviata ai 27 Paesi membri, Jorgensen è stato categorico: bisogna prepararsi tempestivamente a un’interruzione potenzialmente prolungata delle forniture. La strategia di Bruxelles si muove su due binari: da un lato la «cassetta degli strumenti» (il cosiddetto toolbox) con nuovi aiuti di Stato per sostenere i più vulnerabili e strumenti finanziari per il disaccoppiamento dei prezzi del gas da quelli dell'elettricità; dall'altro, una manovra d'emergenza sulle quote di emissione.

Il rebus degli Ets

Al centro del dibattito europeo c'è il sistema – non semplicissimo – Ets (Emissions Trading System). Di cosa si tratta? È il mercato della CO2 dell'Unione Europea: un meccanismo definito «cap-and-trade», utilizzato per ridurre le emissioni di gas serra, fissando un limite massimo (cap) alle emissioni totali consentite e permettendo alle aziende di scambiare permessi (trade). Le aziende che inquinano (centrali elettriche, acciaierie, cementifici) devono quindi acquistare «permessi di emissione»: se u
Ti è stato utile questo articolo? Faccelo sapere!
1 Apprezzamenti